Il Convegno di Pontignano, nato nel 1993, riunisce politici, parlamentari, imprenditori, giornalisti e opinion formers italiani e britannici. Le tematiche trattate riguardano alcune questioni chiave a cui ci troviamo di fronte oggi in Italia e nel Regno Unito. Il Convegno e' presieduto da Chris Patten e dal Prof. Giuliano Amato e si svolge ogni anno nel mese di settembre. E' organizzato dal British Council e dall'Ambasciata britannica di Roma, in collaborazione con l'Ambasciata italiana a Londra,l'Universita' di Siena ed il St Antony's College, Oxford.
Pontignano XVII 18 - 20 settembre 2009 “Dopo il crac"
Non sorprenderà che, il tema di questa diciassettesima edizione sia stato la crisi economica con la quale il mondo sta facendo i conti. Anziché concentrarci sulle attuali visioni pessimistiche, tuttavia, abbiamo preso in considerazione le opportunità e le sfide del nuovo mondo che emergerà all’indomani del crollo. Assisteremo a un ritorno del protezionismo e del nazionalismo economico? Quali politiche interne verranno adottate? Che forma assumeranno le nuove strutture di governance e i nuovi regolamenti finanziari? L’intervento pubblico nel mercato è solo uno strumento di emergenza o la nuova norma? I governi sono realmente in grado di risolvere la situazione? E in caso affermativo, investire in infrastrutture e stimolare una “ripresa verde” è la soluzione giusta?
Pontignano a Roma Se il convegno è stato strutturato secondo lo scherma consueto, quest’anno la sede dell’incontro è stata spostata a Roma: riteniamo infatti che, oltre a consentire un miglior rapporto qualità prezzo, tale cambiamento abbia stimolato una maggiore partecipazione a livello ministeriale. Il convegno, che si svolge nel rispetto delle Chatham House Rules, si è aperto nella serata di venerdì 18 settembre a Villa Wolkonsky, residenza dell'Ambasciatore britannico in Italia, con l’intervento di due insigni pensatori che hanno discusso dell’effetto della crisi sui tradizionali punti di vista della destra e della sinistra. John Peet dell’Economist Intelligence Unit ha presentato inoltre una panoramica dei dati statistici relativi al tema del convegno. Anche l'On. Giulio Tremonti ha preso parte alla Plenary Session del venerdì. Sabato 19 settembre i partecipanti si sono divisi in quattro gruppi di lavoro per esaminare più nel dettaglio gli argomenti elencati qui di seguito. Ciascun gruppo ha formulato tre punti principali da presentare alla discussione plenaria che si è tenuta poi nel pomeriggio di sabato.
Il programma definitivo I giovani e la crisi: Italia-UK a confronto
I gruppi di lavoro 1. Impatto sulle politiche economiche Emergendo dalla crisi, quali cambiamenti ci aspettiamo di vedere nelle politiche nazionali? I mercati resteranno immutati, e la concorrenza sarà ancora considerata prioritaria come accadeva prima degli interventi governativi e della nazionalizzazione degli asset? Il rapporto tra il mercato e lo stato si è invertito? La comunità finanziaria e le banche possono trovare un terreno comune nel momento in cui si preparano a varare regole più severe? Rispetto alla regolamentazione del settore finanziario, l’Italia ha una visione diversa dal Regno Unito e dagli Stati Uniti? 2. Impatto sulle società europee La crisi sta cambiando la società e il nostro modo di pensare. Ci troviamo di fronte al pericolo concreto di un ritorno al protezionismo e al nazionalismo economico. Se ciò accade, il Regno Unito rischia di trovarsi nuovamente stretto tra Europa e Stati Uniti? L’ulteriore allargamento sarà rimandato? L’Italia sostiene la posizione della Merkel contro il modello anglosassone in favore del mercato sociale? E qual è attualmente la posizione del Regno Unito? Come sono cambiate la società e l’opinione pubblica e come reagiranno la destra e la sinistra di fronte a questo? Ripensare l’importanza delle famiglie, delle comunità locali e dello stato sociale, ridurrà ulteriormente le differenze ideologiche tra partiti politici? 3. Impatto sugli affari internazionali C’è un ampio consenso sulla necessità di modificare le strutture internazionali di governance alla luce dei nuovi equilibri tra potere economico e politico. Quale forma avranno queste nuove strutture? Come si risolve la tensione tra efficacia e maggiore legittimità legata a una rappresentanza più ampia? In che modo questi nuovi organismi possono rapportarsi al mondo degli affari? La Commissione europea deve avere un ruolo di coordinamento maggiore? Come va affrontata l’impotenza del WTO e la minaccia di un accresciuto bilateralismo? Le decisioni del G20 (aprile) e del G8 (luglio) ci porteranno nella direzione giusta? 4. Impatto sull’agenda dei cambiamenti climatici e l’ambiente Mentre gli scienziati ci dicono che i progressi compiuti nella riduzione delle emissioni di carbonio sono scarsi se non addirittura nulli, il settore energetico dichiara che fare ricerca e sviluppo è costosissimo e complesso. La crisi renderà ancora più irraggiungibili gli obiettivi già fissati? Come possiamo riaffermare l’urgenza di questi temi prima della conferenza di Copenhagen? La ripresa verde è una possibilità o un mito? Gli italiani e i britannici la ritengono un’opportunità oppure no?
Il convegno si è concluso domenica 20 settembre con una discussione plenaria su temi di attualità di comune interesse per la Gran Bretagna e l’Italia.
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